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La Sposa di Agosto

 

- Ci sei, sei arrivato, sei arrivato?-
- no, non ancora-

I nomi prima degli impulsi di criptazione erano difficili da recuperare, soprattutto se erano conservati all’interno di apposite placchette di metallo simili a delle piccole cripte, ma quel sistema era ormai collaudato e dovevano di conseguenza adattarsi a quello che era in pratica un piccolo e lungo pozzo che fungeva da cimitero di ossa e potenziali password. Chi aveva ideato questo sistema di criptazione e di generazione password andava di pari passo con una buona percentuale di rendita su ogni password criptata che andavano ad inserirsi nei vari database in automatico, e quei due strani soggetti che si accingevano ad entrare in quel pozzo avevano deciso di prendersi una porzione consistente di placchette metalliche e rivenderle al mercato nero dei nomi da criptare per creare nuove password.

- mi raccomando, DannyBoy – disse l’altro – non ti perdere in quella serie di criptoTombe laggiù-

- quale tomba, Ratto?- chiese il ladro di password conosciuto come DannyBoy – io non vedo completamente niente all’orizzonte…-
- come non vedi niente? E cos’è allora quella placchetta con una fotocellula laggiù? Quella che sembra di un colore simile alla porcellana?-
- tu sei completamente paz…ah no, hai ragione- disse ridacchiando rivolto verso il Ratto, un piccolo ometto con dei pezzi di ricambio al posto degli arti umani, probabilmente rivenduti al mercato nero degli organi per potersi pagare un’esistenza dignitosa. Aveva conosciuto il Ratto proprio così, durante un incontro tra spacciatori di organi stampati in 3D presso il rivenditore ufficiale.
Entrambi sapevano che tutto quello che riguarda quell’ambiente era sotto segreto di stato, in particolare riferimento dei politici che rispondevano direttamente a Saint Thomas, il nuovo guaritore che dicevano potesse guardare il “codice sorgente” del Metamondo Virtuale.
Ratto non credeva a tutte quelle scemenze e in cuor suo sapeva che lì dentro vi era quello che cercava. Non soldi, come pensava DannyBoy, bensì l’unica persona che non l’avesse chiamato “Ratto”, quel nome viscido che si vide messo fin da quando era piccolo per via della sua faccia appuntita e quegli occhi stretti, simili a quelli orientali. Cercava lei, e sapeva che si trovava in quel lungo corridoio profondo fatto di vecchi ricordi che servivano a generare cripto-password per rendere le connessioni al Metamondo più sicure.
Il Software di Criptazione è stato frutto di un lungo compromesso diplomatico, istituzionale e privato, e alla fine la vinsero i soliti venduti politicanti che in cambio di una fruttuosa rendita per loro e per i loro pronipoti preferirono barattare la salute mentale e la dignità di tutta l’umanità. In sostanza per la password perfetta bisognava far dimenticare i componenti stessi di suddetta password, quindi bisognava soprattutto scordarsi ogni riferimento fisico e psichico di suddette persone, la cui identità veniva immolata per la privacy dei vivi.
Per questo i due erano finiti in una “Impulse Farm”, una fabbrica dove lo schema mentale delle persone morte veniva affidato ad una placca simbolica (questa a sua volta collegata con varie altre parti di informazioni come i registri dell’ Ufficio Anagrafe, registri universitari etc) e ognuna di queste placche, somiglianti a vere e proprie lapidi su cui vi erano segnati solo i nomi, cognomi e ID univoco delle suddette persone.
Ogni placca era suddivisa in quattro parti, quattro quadrati di ugual misura, e queste parti erano soggetti a quattro differenti impulsi:

  • il primo impulso era quello che subivano una volta entrati in questi lunghi cilindri verticali e venivano posizionati nell’apposito abitacolo, e ti scollegava dai vari algoritmi statistici (e non) in cui i dati appartenuti alla persona deceduta venivano utilizzati come software per oloCoscienze, algoritmi utilizzati dai vari governi per studiare un particolare andamento di certe fasce di popolazione;
  • il secondo impulso era quello che staccava il morto dagli uffici mondiali di anagrafe e toglieva ogni traccia di documentazione elettronica che esisteva sul suo conto;
  • il terzo impulso era quello che toglieva traccia dai vari profili social e ed eventuali connessioni/account che poteva avere nel metamondo
  • il quarto impulso era considerato quello definitivo, quella che toglieva il morto dalla mente e dallo spirito di ogni persona con cui era mai entrato in contatto.

Lei era lì dentro, era quella la soffiata ricevuta nei giorni precedenti dagli spacciatori di informazioni del suo settore. Gente venduta alla malavita che girava dentro e fuori la polizia, e che per pochi crediti virtuali andavano a vendere informazioni personali agli stalker e alla gente strana di ogni sorta nei vari quartieri della Città. E Ratto, essendo strano,aveva bisogno di sapere dove si trovava la tomba di Elle, l’unica persona che avesse mai amato in vita sua. Lei però finì sotto un autobus, e di Elle rimase solo il ricordo di una ragazza dalla faccia strana ma con un cuore grande. Si conobbero per la prima volta durante una festa in maschera, una festa nella quale il Ratto non fu invitato, decidendo quindi di rubarne per ripicca il software che gestiva il catering per rivenderlo ai ristoratori di qualche bar malfamato per fargli vedere l’attività organizzata e strutturata meglio. Lei con quella maschera lo vide e lo salvo dalle grinfie degli addetti alla sicurezza, allarmati da qualche dato anomalo registrato. Gli mise una maschera e gli rimediò qualche vestito decente (rubandolo a sua volta dal guardaroba di riserva degli invitati alla festa) e danzarono tutta la sera. il Ratto le raccontò praticamente la storia della sua vita mentre vedeva quegli occhi brillare all’interno di quella maschera Veneziana. E proprio gli spacciatori gli vennero a dire che la sua Elle, ovvero la sua identità, era stata venduta alla multinazionale che gestiva la sicurezza degli accessi al Metamondo. Un’insieme di database dinamici, la cui chiave primaria era un ID generato casualmente e la chiave esterna era l’insieme di nomi che venivano criptati e decodificati più volte per poi essere spezzati nuovamente (seguendo una linea standard) e più venivano criptati più i ricordi di quelle persone venivano cancellate dalla memoria collettiva, proprio per preservare il bisogno di riservatezza da cui partiva il meccanismo di sicurezza di accesso. E lui non voleva dimenticarsi di Elle….semplicemente perché lei non si meritava di essere dimenticata.
- DannyBoy, andiamo verso quella placca di metallo, quella color porcellana. Me lo sento, avrai la tua chiave di accesso e potremmo ricattare quei figli di puttana come fai sempre-
L’algoritmo ufficiale, quello rilasciato dall’azienda e studiato nelle scuole elementari di livello 3, era il suddetto:

Se una persona si chiamava Rudolph Steiner e un’altra si chiamava Sandra Millands, allora per prima cosa si codificavano i nomi, quindi otteniamo

Rudolph Steiner = $2y$10$AfP.nST4da6t8/..1cBaoOulzxFbx/Ae5RC6pueu.9XQV1TIDyp66
Sandra Millands = $2y$10$KEmoeDhg7q7sumX5Bu01dOqFap/CsUU.mkVTawCBt2gtaJOOQDV5q

Poi suddette stringhe vengono spezzate (o splittate) seguendo una coppia di numeri ben precisa formata da (x,y) in cui
x = numero del carattere di stringhe;
y= numero di volte in cui la stringa deve essere splittata.

quindi per una coppia (5,4) abbiamo

$2y$10 $AfP. nST4d a6t8/ ..1cB [...]

Quando finisce il carattere di stringhe vengono generati dei numeri casuali per riempire il necessario spazio.
il numero massimo di slittamento va da 3 a 6, e per ogni numero vi è l’inserimento in un apposito DB. Per la fase finale, ovvero quello di ritorno dai vari DB, vi è l’unione con altre parti di password provenienti da altri pezzi di stringa criptata proveniente con il medesimo procedimento descritto prima da altre persone morte.
Era ovvio che esisteva un mercato ufficiale di morti che poteva far gola alla suddetta società, e per questo nel underground del metamondo sotterraneo vi era stata una novella nascita di “database di frontiera”, banche dati che andavano ad essere ingrossate quotidianamente dai funzionali statali corrotti che, con l’adeguato accesso criptato fornito da qualche cracker consumato, accedeva ad una semplice pagina HTML e vecchio PHP dove prendeva in automatico l’id univoco della persona appena deceduta e lo inseriva in automatico nel suddetto database. Stava poi al giro di cracker andare a reperire i singoli pezzi di informazione sparsi nei database ufficiali governativi e in quelli privati per accamparsi il diritto di sciacallaggio sui dati appartenenti a quelle vittime e poterli rivendere in maniera indiretta alle varie sedi della società sparse lungo i vari pianeti.
DannyBoy si girò verso il Ratto – va bene, allunga il cavo verso quella direzione- quanto manca alla prossima criptazione? Dobbiamo uscire prima che venga attuata-
- mancano solo….cinque minuti- disse frettolosamente, omettendo il piccolo particolare che in realtà ne mancavano tre -
DannyBoy con lo slancio della corda si lanciò verso la placca tanto agognata, e più si avvicinava più riusciva a scorgerne il nome…
ehi, un momento…in questa placca non c’è nessun nome….-
Ratto all’improvviso si lanciò anche lui nel vuoto di quel corridoio stretto, dopo essersi assicurato che il nodo avesse retto la fune e il suo peso, sperando di non cadere nel vuoto.
Mentre si lanciava nel vuoto si ricordò di quello che gli spacciatori gli dissero, ovvero la loro fonte: un tal Garcia, del vecchio ordine del Mexico, che faceva da tecnico manutentore sottopagato per quella filiale della SecurConn, ovvero la società che si occupava del processo di Criptazione. Lui poteva accedere al secondo database, quello che conteneva i nomi effettivi delle persone. Proprio lui aveva trovato i nominativi di Elle, e di conseguenza poteva fare in modo che il Ratto potesse trovarla e salvarla un’ultima volta.
Si incontrarono una sera di finta pioggia programmata, presso una locanda di terz’ordine, e lui gli fece promettere di manomettere la placca di Elle rendendola riconoscibile rispetto alle altre.
Una placca che cambiava colore, e una placca con un nome diverso. Una placca con una fotocellula, una placca color porcellana.
- Qui non c’è nessun nome- continuava a ripetere DannyBoy, stordito dalla scoperta insolito e allo stesso tempo incuriosito, talmente preso da non accorgersi che il suo partner occasionale lo stava per sorprendere alle spalle.
-…c’è scritto solo “La Sposa di Agosto”, possibile che..- non fece in tempo a finire la frase che un colpo di pistola elettrica pose fine alle sue domande lasciandolo svenuto per terra.
- Eccoci qui…cara…cara…- non riusciva più a finire la frase perché non si ricordava più il suo nome, il nome di Elle. La scarica finale stava per compiersi, e lui doveva immediatamente uscire da lì con quella placca, prima che venisse cancellato dal resto del mondo anche il suo muso appuntito. Prese la placca e corse verso la fune, lasciando DannyBoy svenuto lì per terra.
Nei giorni successivi rimase a contemplare nel suo appartamento la placca che attestava l’esistenza di Elle, la ragazza che amava e che voleva sposare ad Agosto ma che purtroppo venne a mancare prima.
E si complimentò per essere riuscito a compiere l’operazione di recupero senza l’aiuto di nessuno.

 

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